4.1.12

Zombi? Per qualcuno è fantasia per altri realtà

Secondo il «National Geographic» la nascita di un virus che trasformi gli uomini in zombie è teoricamente possibile. Ma uno scrittore spagnolo l'aveva già previsto, il figlio di un noto attore/regista ci fornisce pure un manuale...

Già l'aveva capito lo spagnolo Manel Loureiro in Apocalisse Z  (Narrativa Nord, pagg. 416, euro 14,11) dove dei guerriglieri nel Caucaso prendono di mira una base Russa.
Purtroppo però l'attentato sconfina in un disastro.
Nella base, a quanto pare, doveva esserci qualcosa di segreto e pericoloso. La Russia chiude i confini, ma è troppo tardi: inizia un grande contagio, un' epidemia di zombi.



Il visionario Max Brook, invece, ci consiglia di leggere il suo Manuale per sopravvivere agli Zombie (Einaudi. Sile libero Extra - purtroppo ora non disponibile).
Un vero e proprio vademecum su come comportarsi in un' eventuale invasione di zombi.
Che dire? Grazie.



Non si discosta molto la realtà, che, secondo il National Geographic, la nascita di un virus che trasformi gli uomini in zombie è teoricamente possibile. Lo scenario immaginato da centinaia di film è stato evocato da diversi esperti intervistati dalla rivista, che dedica all'argomento uno speciale giusto in tempo per Halloween.
«Un virus che causa negli uomini effetti simili a quelli descritti per gli zombie c'è già, ed è quello della rabbia - spiega Samita Andreansky, virologa dell'università della Florida - che però dovrebbe imparare ad agire in poche ore invece che in alcuni mesi come fa ora, ed essere trasmissibile per via aerea e non solo attraverso i morsi per provocare una pandemia globale». Secondo la scienziata una possibile «soluzione» sarebbe un virus misto fra la rabbia e l'influenza, ma un mescolamento simile è impossibile in natura, e potrebbe essere ottenuto solo con tentativi molto difficili in laboratorio. Eppure c'è un gruppo di scienziati che invece crede ci siano già stati in passato virus simili. Tanto che nel 2007 ha fondato la Zombie Research Society (consiglio di farci un giretto). Sul sito sono descritte sette scoperte archeologiche che potrebbero essere legate a casi di epidemie di zombie, fra cui una fatta a Roma quest'anno: un uomo sepolto in una bara di ferro, inusuale nell'antica Roma, poteva essere uno zombie secondo gli esperti della società.

Non ne avete abbastanza?
Mai paura ce ne sono per tutti gusti. Il canale National Geographic Channel su sky ci offre un viaggio che ci porta ad Haiti per analizzare il misterioso e affascinante, ma allo stesso tempo spaventoso, mondo della magia voodoo per capire se gli zombi possano realmente esistere.

Che aspettate, correte ai ripari gli Zombi son tornati !!!

3.1.12

il primo film sugli zombie...

L'isola degli zombies (titolo originale White Zombie) del 1932, diretto da Victor Halperin è considerato dai culturi del genere, come il primo film della storia del cinema a presentare la figura dello zombie.

Pur presentando idee già presenti in pellicole precedentemente uscite come: Il gabinetto del dottor Caligari (di Robert Wiene, del 1920, dove una figura di sonnambulo, controllato da un personaggio malefico, compie dei crimini) e Per la patria (di Abel Gance, del 1919, dove un gruppo di caduti in guerra viene fatto tornare dall'aldilà), White Zombie può considerarsi di fatto il primo film a portare sullo schermo il personaggio dello zombie.
Nonostante tutto, siamo ancora lontani dall'immagine romeriana che si imporrà nel collettivo da La notte dei morti viventi in poi. Gli esseri in White Zombie sembrano piuttosto essere sospesi tra la vita e la morte, immersi in uno stato che li rende invincibili anche alle pallottole, ma comunque reversibile. D'altronde, qui Halperin si rifà direttamente alla tradizione culturale del voodoo haitiano (ripresa anche in Zombi 2 di Lucio Fulci anche se con connotati dichiaratamente romeriani), fatto conoscere agli americani qualche anno prima dal libro Magic Island dell'antropologo William Seabrock.

Gli zombie qui non sono quindi ancora formalmente morti viventi, benché il loro incedere lento e inesorabile, la loro fissità e la loro apparente invulnerabilità rendano comunque il film un archetipo cinematografico. Ciò detto, L'isola degli zombies si pone nel filone di quel cinema horror hollywoodiano nato, sulla scia dell'espressionismo tedesco, appena l'anno prima col Dracula di Tod Browning, col quale condivide il grande Bela Lugosi nella parte del villain. In White Zombies, il dottor Legendre, spesso inquadrato in primi e primissimi piani dal taglio di luce tipicamente espressionista, che abita un oscuro maniero non molto dissimile da quello del conte transilvano. Proprio grazie all'interpretazione di Lugosi (ancora vicino alla tipicità attoriale dei tempi del muto), oltre che alla propria importanza storica, L'isola degli zombies va considerato un piccolo classico della storia del cinema.

Il film fu distribuito dalla United Artists e uscì nelle sale il 4 agosto 1932.




Zombie vs Non Morti

Arrgghhrrrrhhggrrr cari lettori.
Per prima cosa vorrei mettere in chiaro la distinzione su quello che è uno ZOMBIE e quello che viene chiamato comunemente MORTO VIVENTE.

Gli Zombie (italianizzato zombi) è un termine di origine haitiana legato ai riti del Vudù, che è entrato nell'immaginario comune attraverso il campo cinematografico e letterario per indicare la figura di un morto vivente.
Nelle credenze popolari di Haiti, alcuni sacerdoti detti bokor sarebbero in grado di catturare una parte dell'anima di una persona detta piccolo angelo guardiano, producendo uno stato di letargia che rende come morto un essere vivente, e che anche anni dopo la sua sepoltura, essi siano in grado di riesumare il corpo rendendolo loro schiavo. Passando sotto il naso del morto una bottiglietta contenente il suo piccolo angelo guardiano lo si potrebbe far risvegliare e controllarlo a piacimento. Secondo alcune tradizioni se lo zombie dovesse assaggiare del sale per un qualsiasi motivo, riprenderebbe coscienza e la fattura verrebbe spezzata (Peter Kolosimo nell'introduzione a Tex contro Mefisto, Sergio Bonelli Editore).
Figura quanto mai leggendaria, su cui si è molto speculato, specialmente durante la dittatura sull'isola della famiglia Duvalier.
A partire dagli anni ottanta del Novecento si sono intrapresi studi a carattere scientifico sull'origine e la natura delle droghe che possono portare ai sopraccitati effetti. Trattasi di mix di sostanze neurotossiche di origine animale, probabilmente dal pesce palla (tetradotossina) e da molluschi gasteropodi della famiglia dei Conidi, che indurrebbero le vittime ad uno stato catatonico confondibile con la morte.

Il morto vivente, invece, detto anche non morto o morto che cammina, è una creatura mostruosa generata dalla resurrezione di un cadavere. L'accezione morto vivente può riferirsi a vari tipi di creature fantastiche, come ad esempio zombie, vampiri, mummie, o personaggi di serie fantasy e giochi di ruolo.
In ambito letterario e cinematografico i morti viventi si sono spesso accavallati o confusi con gli zombie.
A partire però dalla metà circa del XX secolo, il morto vivente ha assunto la sua forma definitiva, alla quale non si può più dare la denominazione di leggenda, come nel caso dello zombie haitiano. Forma che, seppur ancora legata in parte a quella dello zombie (e del quale spesso mantiene la definizione), si è modificata in favore di una nuova immagine più corrispondente alla natura delle paure di una società occidentale moderna. Tale tipologia di morto vivente ha avuto il suo sviluppo principalmente attraverso il cinema e la narrativa.

Tutto chiaro?